VAI SU FACEBOOK DA LAVORO? Attento alle amicizie

Potrebbe essere il tuo datore di lavoro con profilo falso per vedere che cosa fai!! Continua a leggere

Scoprire come lavora un dipendente? Ora è possibile saperlo grazie a Facebook

Onde evitare un danno alle aziende, la Cassazione ha deciso che un lavoratore  potrà essere spiato tramite il social, senza però esagerare ed invadere troppo la sua privacy.

Con un nuovo profilo Facebook “falso”, sarà possibile quindi scoprire se un dipendente ha un comportamento idoneo a ledere l’azienda; questa modalità serve unicamente a questo e non per controllare propriamente il suo operato.

Infatti, in merito, la Corte Suprema afferma: “la creazione del falso profilo facebook costituisca, di per sè, violazione dei principi di buona fede e correttezza nell’esecuzione del rapporto di lavoro, attenendo ad una mera modalità di accertamento dell’illecito commesso dal lavoratore, non invasiva nè induttiva all’infrazione, avendo funzionato come mera occasione o sollecitazione cui il lavoratore ha prontamente e consapevolmente aderito”.

Questa innovazione è diventata attiva da quando un operaio abruzzese, è stato licenziato, poichè gli sono state riscontrate diverse contestazioni, tra cui quella di conversare su Facebook col suo smartphone, durante l’orario di lavoro. Il lavoratore era stato scoperto grazie ad un profilo falso su Facebook di una donna, creato dall’azienda stessa. Nel 2013, la Corte d’appello dell’Aquila, ha ritenuto non invasivo questo metodo, approvandolo; oggi, è confermato anche da piazza Cavour.

La Cassazione parla di una “tendenziale ammissibilità dei controlli difensivi ‘occulti, anche per quanto riguarda il personale estraneo all’azienda” , sempre avendo correttezza nei confronti dei lavoratori e lasciando loro, una dignità.

Ultima dichiarazione è: “il datore … [sociallocker id=”1766″] di lavoro ha posto in essere un’attività di controllo che non ha avuto ad oggetto l’attività lavorativa più propriamente detta e il suo esatto adempimento, ma l’eventuale perpetrazione di comportamenti illeciti da parte del dipendente, poi effettivamente riscontrati e già manifestati nei giorni precedenti allorché il lavoratore era stato sorpreso al telefono lontano dalla pressa cui era addetto, ed era stata scoperta la sua detenzione in azienda di un dispositivo elettronico utile per conversazioni via internet”.[/sociallocker]

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